Archivio dell'autore: Unità Pastorale tra le Parrocchie

SETTIMANA 22 – 28 Giugno 2020

SETTIMANA 22- 28 Giugno 2020

S.Giorgio Martire – Montanaso Lombardo:

Lunedì 22

ore 18.00: santa Messa

Martedì 23

ore 20.30: santa Messa

Mercoledì 24

ore 18.00: def. Giovanni Tavazzi

Giovedì 25

ore 18.00: def. Gianni Zecchini

Venerdì 26

ore 18.00: santa Messa

Sabato 27

ore 17.00: def. Alberto Dolce – fam. Zanaboni – Grossi – Ferrari – Lunghi

Domenica 28

ore 11.00: santa Messa

 

Assunzione B.V. Maria – Arcagna:

Mercoledì:  

La Santa Messa è sospesa.

Domenica 28

ore 9.30:   Rosa – Concetta – Antonia Principe – fam. Maglio – Brambilla       

 

 

 

Domenica 21 Giugno 2020

XII Domenica Tempo ordinario – Anno A
Domenica 21 Giugno 2020

Nessuno ci ama capello per capello come Dio (E.Ronchi)

XII Domenica del tempo ordinario

Dopo la festa del Corpus Domini riprendiamo il tempo ordinario. Leggiamo del Vangelo secondo Matteo una parte che viene definita il discorso missionario, in cui Gesù manda i suoi discepoli ad annunciare il Vangelo e li invia per le strade e i villaggi. Li incoraggia a non avere paura, anche quando troveranno difficoltà, persecuzione e opposizioni, perché la loro vita è al sicuro nelle mani di Dio. Non abbiate paura degli uomini, non abbiate paura di quelli che possono uccidere il corpo, ma abbiate il timor di Dio, non una paura, ma un rispetto d’amore per colui che è il Signore della vita, perché perdendo Lui perdiamo tutto. Il timore di Dio e la consapevolezza che gli che lui è grande e santo: quando la persecuzione o anche una difficoltà o un dolore grande minacciano la nostra vita, allora la tentazione di fuggire, di allontanarci dal Signore può diventare il mezzo più semplice. Ma è un comportamento che rompe la nostra relazione con Dio e la nostra relazione fraterna con Gesù, perciò non è la soluzione. Il legame con Gesù è la cosa più importante di tutte, è la nostra vita e senza questo legame noi non possiamo fare niente e non siamo niente. La fede vince la paura, la fede richiede coraggio ma per fede sappiamo che Dio ci è vicino, sappiamo che con il suo amore si prende cura di ogni minimo dettaglio della nostra vita. Certo nella vita capita di aver paura, a volte la paura ci coglie e rende tutto più difficile, più pesante, sembra che non ci sia più speranza per il futuro. Ma noi, a motivo della fede, come i discepoli siamo sulle tracce del Signore e possiamo attingere motivi di fiducia da quello che Gesù ci ha insegnato. La parola di Gesù che ci rimane nel cuore suscita forza e coraggio per annunciare il Vangelo e testimoniare l’amore di Dio. Non abbiate paura, fidatevi di Gesù, anche se questo ci può costare persecuzione o derisione. Solo considerando l’amore che Dio ha per noi possiamo vincere la paura. Due passeri non si vendono forse per un soldo eppure neanche uno di essi cadrà a terra senza che il Padre vostro lo voglia. L’amore di Dio che non ci fa mancare niente è un amore provvidente, cioè un amore che vede prima dei nostri bisogni e che vede in nostro favore. Dio non ci fa mancare niente di quello che davvero ci serve, cioè la comunione con Lui.

Nella prima lettura leggiamo la terribile esperienza del profeta Geremia, è angosciato perché abbandonato da tutti perseguitato da ogni parte, rivolge a Dio la preghiera che i suoi nemici non possano avere la sua anima cioè che lui possa continuare quel legame che aveva iniziato con il Signore da quando gli aveva rapito il cuore. Geremia è sicuro che il Signore lo aiuterà e affida la sua causa al Signore lasciando che sia Lui a compiere la sua opera.  Mi hai sedotto Signore, io mi sono lasciato sedurre, mi hai fatto violenza e hai prevalso. Sono diventato oggetto di derisione ogni giorno, ognuno si beffa di me. Mi dicevo non penserò più a lui, non parlerò più nel suo nome. Ma nel mio cuore c’era come un fuoco ardente trattenuto nelle mie ossa, mi sforzavo di contenerlo, ma non potevo. Queste parole di Geremia ci dicono tutto l’amore che Geremia nutre per il Signore; anche di fronte alle difficoltà quando la tentazione gli aveva fatto pensare di non parlare più nel nome del Signore, di non annunciare più l’insegnamento del Signore, sentiva nel cuore un fuoco ardente che si sforzava di trattenere, di contenere ma non poteva.

Gesù ci fa conoscere chi è Dio quali sono i suoi atteggiamenti qual è la sua grandezza qual è la grandezza della sua rivelazione. Dall’ esperienza con Gesù i discepoli capiscono chi è Dio e ricevono il compito di annunciare a tutti il vangelo. Grazie a questo annuncio degli apostoli anche noi conosciamo il Signore. Anche a noi il Signore dice: annunciate il Vangelo, non abbiate paura, è la via che ci porta alla salvezza. Fidiamoci del Vangelo, è la luce che può illuminare la nostra vita.

don Simone

SETTIMANA 15 – 21 Giugno 2020

SETTIMANA 15- 21 Giugno 2020

S.Giorgio Martire – Montanaso Lombardo:

Lunedì 15

ore 18.00: def. Angelo e Maria

Martedì 16

ore 20.30:  def. Fam. Ravera

Mercoledì 17

ore 18.00: def. Rosa e Ernesto Madonini

Giovedì 18

ore 18.00: santa Messa

Venerdì 19

ore 18.00: santa Messa

Sabato 20

ore 17.00: def.  Francesco Gobbi – don Rosolino Rebughini

Domenica 21

ore 11.00: def. Angela Pirola – Dario Masmi

ore 18.00: santa Messa al cimitero

 

Assunzione B.V. Maria – Arcagna:

Mercoledì:  

La Santa Messa è sospesa.

Domenica 21

ore 9.30:    def. Lina – Pierino – Gabriella (ad Arcagna)

 

 

 

CORPUS DOMINI

La solennità del Corpo e sangue del Signore ci richiama l’ultima cena di Gesù con i suoi discepoli, quando Il Signore ci dona se stesso nei segni del pane e del vino, l’Eucaristia, dove è realmente presente il Signore. Tutte le letture di questa domenica hanno come tema il cibo, ma vorrei brevemente soffermarmi su tre parole che prendo dalle letture. Queste tre parole sono: cammino, comunione e mangiare.

Cammino. La prima lettura è tratta dal Deuteronomio. Il Deuteronomio è una raccolta di omelie attribuite a Mosè, in cui invita tutti i suoi futuri ascoltatori, quindi anche noi a fare memoria del cammino che il popolo ha fatto nel deserto, a ripensare a quella storia: l’esperienza della liberazione dalla schiavitù e della misericordia con cui il Signore ha guidato il suo popolo deve servire come lezione di vita. Ricordati del cammino che hai fatto: questo invito a ricordare è rivolto anche a noi. Ricordati del cammino che hai fatto nella tua vita e del cammino che stai facendo, Il Signore ti ha aiutato e ti aiuta a vedere cos’hai nel cuore, a sperimentare, pur nella tua fragilità, la sua presenza e il suo sostegno, ti ha nutrito con la sua Parola, ti ha preso per mano e ti ha fatto camminare, ti ha fatto andare avanti. Per il popolo d’Israele il cammino del deserto è stato proprio così, una preparazione per entrare nella terra promessa, come a dire: non si entra impreparati nella terra promessa, a volte le difficoltà ci mettono davanti la nostra fatica e la nostra inadeguatezza, ma il Signore è con noi per educarci, per educare la nostra fede in Lui, per portarci a scoprire che Lui è Padre e ha sempre cura di noi.

San Paolo nella seconda lettura parla di comunione.  “Il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo di Cristo? Queste parole, per noi abituali nella Messa ci rivelano che quel pane spezzato è il segno con cui il Signore ha voluto rimanere presente in mezzo a noi. Sant’Agostino, chiedendosi quale virtù sia propria dell’Eucaristia, dice” la virtù Propria dell’Eucarestia e quella di produrre l’unità, affinché ridotti a essere il corpo di Cristo, divenute divenuti sue membra siamo ciò che riceviamo”. In effetti quando riceviamo la Comunione e rispondiamo “amen”, quell’amen significa che crediamo che quel pezzo di pane è il corpo di Cristo ma significa più in verità che io di quel corpo faccio parte e accetto di vivere in unità, come un corpo solo. Comunione con Cristo vuol dire essere strettamente uniti a lui in unione profonda di mentalità e di sentimento: la mia vita è unita alla sua, la mia mentalità diventa la sua, i miei sentimenti diventano i suoi sentimenti, una vita legata alla sua; fare comunione significa accrescere questa unione che ci lega al Signore. E se siamo in comunione con Lui siamo in comunione anche tra di noi, se diventiamo il corpo di Cristo, le nostre persone, le nostre vite sono chiamate a diventare il corpo di Cristo, a diventare una cosa sola con Lui. Allora diventiamo una comunità capace di legami di affetto, di accoglienza e di stima perché siamo in comunione con il Signore e tra di noi. Il bene produce altro bene, la nostra generosità viene moltiplicata dal signore e fa miracoli.

L’ultima parola su cui vorrei soffermarmi la ritrovo nel Vangelo ed è mangiare. Il Signore si fa alimento del suo popolo, ci nutre. Dio dona il cibo alle sue creature: Gesù è il pane donato da Dio per la vita del mondo. Le parole di Gesù indicano Gesù come colui che rivela il Padre e che può dare la vita al mondo con la sua stessa vita. Il “mangiare me, il mangiare la mia carne e bere il mio sangue” vogliono dire che noi nella nostra vita assimiliamo la vita di Cristo: la fede, l’ascolto della sua parola, il nostro agire sono segni concreti che facciamo concretamente la sua volontà, sono segni che ci siamo nutriti del Signore. Mangiare la sua carne e bere il suo sangue cioè nutrirsi del Signore significa rimanere in questo abbassamento con il quale Dio comunica il suo amore per noi e ci fa vivere. In questo modo diventiamo testimoni dello splendore dell’amore di Dio in mezzo agli uomini. Nutriti dal Signore anche noi possiamo vivere come lui una vita che è un dono, dono al Padre e dono ai fratelli.

don Simone