II DOMENICA DI QUARESIMA

Gesù ha vinto la morte e ha fatto risplendere la vita per mezzo del Vangelo. Gesù ha reso luminosa la nostra vita, è entrato nella nostra esistenza come luce per chiarire il senso della nostra vita, per mostrarci dove stiamo andando, per farci capire qual è la meta della nostra esistenza. Ai discepoli Gesù annuncia che il viaggio a Gerusalemme, che stanno iniziando, finirà in modo tragico, finirà proprio con la sua morte e, avendo davanti la prospettiva della morte, i discepoli sono spaventati, hanno paura, hanno l’impressione di essere stati ingannati. Sentono una forte delusione, pensavano di andare verso il successo, verso una grande vittoria, una rivoluzione politica, verso la possibilità di instaurare il regno messianico. E Gesù invece annuncia che a Gerusalemme lo uccideranno, i discepoli non sanno più cosa pensare. Improvvisamente, nella loro vita, è sceso il buio, non ci capiscono più nulla, non vedono dove stanno andando, hanno paura di andare dove Gesù ha indicato e vorrebbero fermarsi sul Monte. Anche in questi giorni, per altri motivi, proviamo questi sentimenti e sentiamo come un vuoto nelle nostre giornate, segnate da un’atmosfera surreale. Ma questo vuoto non deve essere un vuoto di fiducia e di speranza nei confronti di Dio e della sua capacità di accompagnarci verso il bene e verso di Lui. Gesù, leggiamo nel Vangelo, ha mostrato ad alcuni dei discepoli il suo volto divino: nella trasfigurazione Gesù mostra la sua figura divina. Era semplicemente un uomo, ma in quel momento fa vedere la sua natura di Dio e i discepoli che lo hanno accompagnato in cima a quella montagna restano ammirati. Una nube luminosa li coprì con la sua ombra; sembra una contraddizione la nube luminosa. In genere le nubi sono scure e quando ci sono tante nuvole non si vede il sole, diminuisce la luce. Ma c’è una specie di nebbia dove il sole filtra ed è un fenomeno particolare dove non si vede, eppure c’è luce: stanno insieme le due cose. È la condizione dei discepoli, avvolti da una nube luminosa: non vedono e vedono. Vedono il volto di Gesù luminoso e vorrebbero fermarsi lì, vorrebbero rimanere in quella situazione tranquilla, non vorrebbero affrontare il futuro difficile che è stato proposto loro. Anche noi nella nostra vita ci troviamo spesso in una nube luminosa: ci troviamo in condizioni dove non vediamo il futuro, non vediamo il senso della nostra vita o abbiamo paura di qualcosa che possa capitare e che possa danneggiare la nostra vita. Il Signore ci ha chiamati con una vocazione santa, ci ha chiamato fin dall’eternità, ha un progetto su di noi, non in base alle nostre opere, ma secondo la sua grazia cioè il suo amore, ha chiamato ciascuno di noi, ci ha pensati, ha progettato la nostra vita e ci chiede giorno per giorno di essere obbedienti e di percorrere la strada che Lui ci indica. Non è facile capire quale strada il Signore indichi a ciascuno di noi, quale sia il modo per vivere bene, adesso, da giovani, da adulti, da anziani, nella situazione in cui ci troviamo a vivere adesso. Abbiamo bisogno di luce, abbiamo bisogno di una guida. Il Signore è la nostra luce, il Signore è la nostra guida.Intravvediamo qualcosa, ma luce in ogni cosa non vediamo ancora, eppure sappiamo che la sua parola ci può guidare. Il progetto ci è stato rivelato adesso, con Gesù nostro Salvatore ci è stato manifestato il progetto di Dio. Dio ha un progetto buono per noi e un progetto di salvezza, è un progetto di vita piena che passa però attraverso la via della Croce, attraverso anche la sofferenza. Non dobbiamo avere paura di attraversare i momenti difficili, avendo ben chiaro che l’obiettivo è il Signore, è la vita, è la luce. Gesù ha fatto risplendere la vita, nonostante le difficoltà che troviamo, nonostante il buio che possiamo riconoscere in noi. Il Signore è la luce, magari sembra più forte l’ombra, ma il Signore è una voce che, anche nel buio, indica la strada e rende la nostra vita splendida. Noi possiamo essere luce per gli altri, possiamo aiutare gli altri a trovare la strada, mentre cerchiamo la nostra. È un desiderio profondo quello di conoscere il volto di Dio, di riconoscerlo presente nella nostra vita. Chiediamoglielo come preghiera personale e comunitaria, chiediamoglielo in questi giorni di buio e di smarrimento: Signore fatti riconoscere da me, dammi la capacità di vederti, di vedere la strada, di vedere la tua presenza, di sentirti, di sentire la tua presenza nella mia vita qui e adesso; indicami i passi da fare, indicami che cosa devo fare per camminare verso di te, dammi la forza di fare quello che ho visto, illumina la mia vita perché io possa aiutare altri a camminare verso di te e fa’ che non mi fermi dove sto comodo, ma vada verso la meta. Ci sentiamo avvolti da questa nube luminosa e ci sentiamo con il Signore presente nella nostra vita. Chiediamogli che ci guidi verso la pienezza della vita, che faccia risplendere la nostra esistenza per mezzo del Vangelo.

BUONA DOMENICA

don Simone

Pubblicato il 7 marzo 2020 su dSimone. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Commenti disabilitati su II DOMENICA DI QUARESIMA.

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