I DOMENICA DI QUARESIMA

Ogni anno, in Quaresima, la prima domenica ci presenta nel Vangelo l’episodio delle tentazioni. In questo brano, Gesù, superando le tentazioni, si mostra come Messia, come Figlio di Dio e rivela di fondare la sua vita sull’obbedienza al Padre. Cristo realizza la nostra vocazione. Vivere la Quaresima è lasciarsi prendere dalla grazia dell’obbedienza di Gesù e accogliere il suo sì perché diventi lo stile della nostra vita.

La Prima lettura in Quaresima, domenica dopo domenica riprende la storia della salvezza. In questa domenica si parte dagli inizi, dalla Genesi, dalla creazione dell’uomo e della donna, ma soprattutto dall’Alleanza che Dio fece con l’umanità. Dio piantò un giardino, segno della buona relazione, dell’amicizia e vi pose l’uomo che aveva plasmato. Compito dell’uomo è custodire e coltivare il giardino, custodire e coltivare l’amicizia con Dio. Il Signore dà all’uomo la Legge, ma gli segna un limite: l’albero della conoscenza del bene e del male non deve essere dominato e consumato. È il limite dell’uomo, che riconosce di non essere la fonte del bene e del male, il principio della morale. L’uomo accetta quest’alleanza, ma non mantiene l’impegno e, tentato dal serpente, cioè dalla sua stessa ragione, dal suo pensiero polemico nei confronti di Dio, vede che l’albero proibito è bello: l’uomo e la donna non pensano secondo il progetto di Dio e si ribellano, fanno di testa loro, non si fidano di Dio, pensano che Dio menta, che abbia proibito quell’albero per invidia. È l’origine del peccato: il pensiero di un Dio inaffidabile. L’effetto sperato non avviene, non conoscono come Dio, ma hanno la consapevolezza del loro limite. Questo non è un quadretto di storia delle origini, ma è un testo teologico, altamente simbolico: è quello che capita tutte le volte in cui c’è il peccato, è la sfiducia, è l’orgoglio dell’uomo che con la sua superbia vuole fare di testa sua. C’è differenza tra Adamo e Gesù.

Nel Vangelo, Gesù è condotto dallo Spirito nel deserto per essere tentato dal diavolo: così inizia il suo ministero pubblico dopo il Battesimo nelle acque del Giordano. Gesù trascorre un periodo di 40 giorni nel deserto come preparazione: è il momento delle scelte, della decisione, è il momento in cui Gesù progetta il suo ministero ed è proprio in questo momento delicato che subisce le tentazioni, cioè le proposte sbagliate. Di fronte a quanto gli viene proposto, Gesù capisce che sono idee sbagliate. Le tentazioni anche per noi sono idee, impressioni, suggerimenti che ci suggeriscono che potremmo fare qualcosa. Per capire se sono idee buone o idee cattive, dobbiamo operare un discernimento, cioè dobbiamo imparare a distinguere: non tutto quello che ci viene in mente è buono, non tutte le idee che nascono nella nostra testa sono secondo Dio. Allora bisogna imparare a distinguere: il criterio per riconoscere una tentazione e sconfiggerla è la parola di Dio. L’evangelista ci ha insegnato che Gesù vince la tentazione ricorrendo alla parola di Dio: risponde al diavolo, dicendo: ”Sta scritto” e fa la citazione di un testo del Deuteronomio. Riprende alcuni versetti di questo libro che contiene delle omelie di Mosè, che incoraggia il popolo a custodire la legge e ad osservare con fedeltà l’alleanza che ha stretto con il Signore. Di fronte alla proposta di prendere la gente per la gola e di offrire da mangiare gratis per conquistarsi tanti clienti, Gesù risponde: “Sta scritto: non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”: è un insegnamento che Mosè ha rivolto a Israele, ricordando che Dio li ha nutriti nel deserto con la manna, ma li ha nutriti con quel pane straordinario per far loro capire che non basta il cibo, ci vuole qualcosa di più per vivere. L’uomo ha bisogno della parola di Dio e allora un discorso semplicemente materiale, legato al nutrimento del corpo, è insufficiente. È necessaria la parola di Dio che esce dalla bocca di Dio, perché noi possiamo avere un’autentica vita di grazia. Gesù in questo modo, recuperando il testo antico della sacra Scrittura ci insegna a desiderare la parola di Dio, a cercarla, a studiarla e a conoscerla perché sia lei a indirizzarci nelle scelte, perché ci insegni a distinguere le idee buone dalle idee cattive. Anche il diavolo usa la Bibbia: visto che Gesù fa riferimento alle Scritture, anche il diavolo gli propone un testo biblico. Gli suggerisce un versetto del salmo in cui si dice che il Signore manda gli angeli a proteggerti e allora: “Buttati giù dall’alto del tempio, se arrivano gli angeli e ti prendono in volo, pensa tutta la gente che vede sarà costretta a credere!”. Ci può essere un modo errato di usare la Bibbia, si può prendere un versetto qua e là e piegarlo alle proprie opinioni e Gesù risponde: “Sta scritto, anche, non metterai alla prova il Signore Dio tuo”, cioè non sarai tu a dare ordini, non sarai tu a dire a Dio che cosa deve fare. Mettere alla prova il Signore vuol dire pretendere che faccia quello che voglio io, quasi costringerlo a intervenire: è un atteggiamento scorretto. Israele nel deserto si era lasciato prendere dallo scoraggiamento perché mancava il cibo. Israele nel deserto si era lasciato prendere da questa tentazione di mettere alla prova il Signore: è in mezzo a noi sì o no? Se è con noi deve fare questo! Non pretendiamo mai che il Signore faccia quello che vogliamo noi. Siamo noi che dobbiamo fidarci di Lui, non possiamo mai dare ordini, non possiamo mai usare la Scrittura per comandare a Dio. Se leggiamo la Scrittura in modo corretto, impariamo la fiducia, l’abbandono fiducioso alla provvidenza di Dio. Infine, di fronte all’ultima tentazione, Gesù risponde di nuovo con una citazione del Deuteronomio: “Sta scritto: il Signore Dio tuo adorerai, a lui solo renderai culto.” Israele nel deserto fu tentato di idolatria e tradì il Signore adorando il vitello d’oro. È la continua tentazione di adorare il potere, di adorare la ricchezza, per mettere queste realtà al posto di Dio. Gesù insegna a noi: adorerai solo il Signore tuo Dio, riconoscerai solo lui come tuo Signore. Israele nel deserto, tentato, fu sconfitto, scelse male. Gesù nel deserto, invece, vinse la tentazione, perché si lasciò illuminare dalla parola di Dio. La conosceva e la applicava; a noi ha insegnato a vincere la tentazione, ascoltando fedelmente ogni giorno la parola di Dio, usando il Signore come criterio. È lui il principio del bene, vinceremo anche noi le nostre tentazioni e potremmo vivere bene, facendo il bene ed evitando il male, imparando dalla parola di Dio, ascoltandola col cuore e applicandola nella nostra vita di ogni giorno.

Buona domenica

don Simone

Pubblicato il 29 febbraio 2020 su dSimone. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Commenti disabilitati su I DOMENICA DI QUARESIMA.

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